Suono e musica

Software per computer

Audacity è un audio editor open-source e multipiattaforma, perfetto per registrare, archiviare ed elaborare suoni in ambito educativo. L’installazione è semplice, ma per abilitare l’esportazione in formato MP3 è necessario qualche passaggio aggiuntivo. Nel tutorial che ho registrato è illustrata la procedura da seguire.

Musica in tasca

Una dimostrazione tanto divertente quanto difficile da imitare di cosa è possibile fare con una piccola app musicale.

Il computer è da molti anni la macchina musicale di riferimento: composizione, arrangiamento, registrazione, produzione, distribuzione. Tutti i passaggi che portano i suoni organizzati dalla mente del musicista all’orecchio dell’ascoltatore si svolgono ormai quasi sempre nel dominio digitale.

Oggi tablet e smartphone stanno dando impulso a una nuova generazione di applicazioni musicali, pensate appositamente per i touch-screen e i piccoli schermi. Pur offrendo meno funzioni dei programmi per computer, queste applicazioni hanno dalla loro alcune carte vincenti:

  • il prezzo è generalmente basso (pochi euro);
  • sono spesso molto semplici da usare;
  • ci seguono ovunque;
  • sfruttano in modo originale e creativo le caratteristiche dei nuovi dispositivi.
Queste caratteristiche le rendono particolarmente adatte all’uso didattico, anche e soprattutto in contesti informali.

Una schermata di NanoStudio per iPhone

È molto difficile proporre un elenco di app musicali senza tralasciare qualcosa di importante. Una prima lista, del tutto personale, potrebbe includere:

 Registrare ovunque

I registratori digitali portatili sono generalmente economici e molto pratici nell’utilizzo sul campo. Per riversare le registrazioni è sufficiente collegarli ad una porta USB. Molti modelli hanno anche uno slot per schede di memoria, identiche a quelle utilizzate dalle fotocamere digitali. Fate attenzione ai formati di registrazione: il mio vecchio Olympus WS200S, ad esempio, salva file WMA (Windows Media Audio), che devo convertire ogni volta in altri formati (WAV per lavorarci, MP3 per l’archiviazione). Quasi tutti i registratori più moderni memorizzano direttamente in WAV e MP3, ma è sempre meglio verificarne le caratteristiche tecniche.

Esistono molte applicazioni che trasformano gli smartphone in registratori digitali. Nei due mondi fra cui sono attualmente sospeso (Android e iOS) la scelta è veramente ampia. Io ne ho provate molte, ma sicuramente mi può essere sfuggito qualcosa di importante. Già le applicazioni standard, fornite con tutti i dispositivi, consentono di acquisire e archiviare/condividere registrazioni sonore. Nel mio caso serviva qualcosa di più complesso. Sono abituato a lavorare sulle forme d’onda e intervengo sempre sui suoni registrati, almeno per rimuovere le parti indesiderate e regolare i volumi. iOS, in perfetto stile Apple, offre un’esperienza d’uso molto immediata e piacevole, ma cade miseramente quando si tratta di esportare i file, perché il sistema operativo non consente le cose più semplici e ovvie:

  • inviare tramite bluetooth;
  • salvare in una cartella;
  • scambiare file fra applicazioni diverse.

Anche su Android c’è una buona scelta di applicazioni audio, ma per numero e qualità media non sono ancora al livello di ciò che offre l’App Store Apple. Alla fine, dopo lunghe ricerche e molte prove, ho adottato “Tape Machine“, disponibile anche in versione Lite gratuita. Sul mio Galaxy S2 funziona benissimo e mi dà tutta la flessibilità di cui ho bisogno.