Scuole a prova di futuro

Diversi anni fa, aprendo il mio primo blog, scelsi come motto un’affermazione di William Gibson: “The future is already here — it’s just not very evenly distributed”.
Il motto è ancora al suo posto, nella testata del sito, e appare attuale oggi come allora, soprattutto pensando al mondo della scuola.
Il futuro è già qui, lo sappiamo tutti, e non mancano nelle realtà educative italiane esempi di innovazione anche molto avanzata. Il problema è che finora il “sistema scuola”, con i suoi riti e le sue tradizioni organizzative e didattiche, è rimasto sostanzialmente fermo. Sono rarissimi gli esempi di istituti che hanno rinnovato profondamente e integralmente il modo di lavorare del personale scolastico. Sono ancora più rari, credo, quelli in cui l’intero collegio dei docenti ha completato la transizione verso una cultura professionale e pedagogica allineata con le esigenze del XXI secolo.
Non mi interessa ragionare all’infinito sulle cause e sulle responsabilità, né mi sembra il caso di evocare ancora una volta gli indicatori internazionali che collocano l’Italia stabilmente agli ultimi posti per quanto riguarda le competenze, digitali e non solo, di insegnanti, studenti e cittadini in genere. Secondo me siamo ancora in tempo e abbiamo un enorme giacimento di risorse da sfruttare. Idee ed energie non mancano, covano sotto la cenere. Sono nascoste da uno spesso strato di burocrazia delirante e mortificate dalla quasi totale assenza di riconoscimenti economici e professionali. Sono lì, pronte ad esplodere alla prima occasione buona, al primo spiraglio di luce.

Da anni, dopo averlo sperimentato in prima persona, vado in giro a ripetere il mantra che l’innovazione scolastica è veramente efficace e duratura solo se si fa a livello di sistema.

Martedì scorso ho avuto il piacere di incontrare Stefania Bocconi, coordinatrice nazionale del progetto europeo DigCompOrg. Stefania è ricercatrice al CNR-ITD di Genova ed è impegnata, insieme ai suoi colleghi di altri 13 Paesi, nella messa a punto di uno strumento di autovalutazione della competenza digitale delle istituzioni educative.

L’USR Umbria è partner istituzionale della sperimentazione, alla quale hanno aderito 22 scuole della regione. Lavoreremo insieme per capire dove e come intervenire per sviluppare armonicamente tutte le dimensioni che compongono il framework DigCompOrg:

  • dirigenza e gestione della scuola;
  • pratiche di insegnamento e apprendimento;
  • sviluppo professionale;
  • pratiche di valutazione;
  • contenuti e curricolo;
  • collaborazione e interazioni in rete;
  • infrastrutture.

L’impostazione del framework europeo, fra l’altro, è coerente con la visione d’insieme che ha ispirato il Piano Nazionale Scuola Digitale: non azioni isolate, ma interventi strutturali; non solo singoli innovatori, ma intere comunità scolastiche impegnate in un rinnovamento profondo e quotidiano.

Buon anno scolastico a tutti!
Forse stavolta ci siamo.