Apple Classroom

   

 Ieri è arrivato iOS 9.3, che contiene novità importanti per il settore Education. Ora su iPad si può installare una nuova app, chiamata “Classroom“, che consente la gestione di una classe digitale direttamente dal tablet del docente. Già dal nome si capisce che Apple sta lavorando per battere la concorrenza di Google (Classroom). In realtà le due app sono molto differenti ed entrambe rappresentano solo la punta di un iceberg.

Google Classroom è un ambiente di apprendimento online molto semplice da usare, accessibile anche tramite app per dispositivi mobili. Non può competere con le funzionalità offerte da piattaforme e-learning classiche, ma si adatta molto bene al modello blended, dove il lavoro online si integra con la didattica in presenza.

Apple Classroom è un sistema di controllo della classe digitale. Consente al docente di guidare e monitorare il lavoro degli studenti sui tablet e gestisce il flusso video di ogni singolo dispositivo, che può essere dirottato in qualsiasi momento sullo schermo principale dell’aula.

Stesso nome, approcci differenti. Google parte dal web e lo integra con il lavoro in aula. Apple parte dall’aula e la potenzia con strumenti, contenuti e servizi che usano la Rete, ma possono anche funzionare senza. Nel primo caso abbiamo un sistema leggero, che funziona su tanti dispositivi diversi, ma dipende quasi del tutto dalla Rete. Nel secondo caso è necessaria l’adozione di hardware e software specifici, ma si può lavorare anche quando la connessione a Internet fa i capricci.

L’iceberg. Google Classroom fa parte delle Google Apps for Education, una piattaforma cloud completa che consente fra l’altro la creazione e la gestione degli account per studenti e staff. Apple Classroom fa parte di un sistema integrato di supporto alla didattica digitale che include una console di amministrazione online, chiamata Apple School Manager, grazie alla quale si possono (finalmente) gestire in modo semplice e centralizzato gli account di studenti e staff.

Non ci resta che provare di persona. Ne riparliamo presto.