Nuovi ambienti con il digitale

Il Future Classroom Lab di Bruxelles

Il Future Classroom Lab di Bruxelles

A un mese dall’uscita del bando PON sugli ambienti di apprendimento, dopo aver risposto insieme ai colleghi dell’Ufficio Innovazione Digitale a un buon numero di email e telefonate, provo a fare il punto su una delle prime iniziative concrete collegate al nuovo PNSD.

Il bando invita le scuole a osare, immaginando scenari educativi proiettati nel futuro. Non si offre un finanziamento per acquistare semplicemente delle nuove attrezzature, ma si propone di investire risorse nel rinnovamento della didattica attraverso il ripensamento degli spazi in cui si svolge. Purtroppo non tutti hanno colto appieno la portata di questo cambiamento di prospettiva. Alcuni colleghi pensano di approfittare del bando “Ambienti” per rinnovare le macchine di una vecchia aula informatica, o per completare la fornitura di LIM alle classi. Non è questo lo spirito dell’iniziativa: prima si elabora un progetto didattico, orientato necessariamente all’evoluzione degli spazi per l’apprendimento, poi si affronta la scelta delle dotazioni più coerenti con la visione progettuale.
A questo proposito l’azione numero 4 del PNSD (“Ambienti per la didattica digitale integrata”) chiarisce che

«Occorre investire su una visione sostenibile di scuola digitale, che non si limiti a posizionare tecnologie al centro degli spazi, ma che invece abiliti i nuovi paradigmi educativi che, insieme alle tecnologie, docenti e studenti possono sviluppare e praticare.»

Lavorando alla pagina che raccoglie esempi di ambienti già progettati e realizzati ci siamo resi conto di due cose:

  • la ricerca e la sperimentazione sullo spazio-aula è andata molto avanti; in Italia e all’estero è già possibile vedere soluzioni realmente innovative, che spezzano lo schema tradizionale banchi-cattedra sostituendolo con arredi flessibili, orientati al lavoro collaborativo e a una maggiore autonomia dello studente;
  • c’è molto meno sui laboratori mobili; a parte i diffusissimi carrelli portacomputer/tablet si fatica a trovare soluzioni già realizzate in linea con le indicazioni del bando:

«LABORATORI MOBILI: dispositivi e strumenti mobili (per varie discipline, esperienze laboratoriali, scientifiche, umanistiche, linguistiche, digitali e non) in carrelli e box mobili, a disposizione di tutta la scuola, che possono trasformare un’aula normale in uno spazio multimediale e di interazione; l’aula si trasforma così in uno spazio in grado di proporre una varietà di configurazioni: dai modelli più tradizionali al lavoro in gruppi.»

Qui c’è ancora da fare, da inventare, e non penso a soluzioni preconfezionate, offerte chiavi in mano dalle aziende. Ogni scuola dovrebbe partire da un’analisi accurata dei propri bisogni e da una riflessione profonda sul proprio progetto educativo, incrociando il tutto con la ricognizione degli spazi e delle attrezzature esistenti. Molti colleghi potrebbero ritrovarsi proprio a ragionare su dotazioni mobili, perché mancano i locali da adibire a laboratorio, perché è necessario poter spostare facilmente i kit digitali da un plesso all’altro, o per abilitare una didattica ancora più dinamica, con frequenti uscite sul territorio finalizzate alla raccolta di dati, immagini, suoni…

Abbiamo due settimane di tempo e si può fare veramente qualcosa di buono. La procedura online per le candidature è aperta fino al 30 novembre.

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