Google e la sentenza Safe Harbor

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Ieri sera tardi ho ricevuto la versione italiana di una lettera inviata il 15 ottobre scorso a tutti gli amministratori Google Apps per rassicurarli sulle conseguenze della sentenza emessa pochi giorni prima dalla Corte di Giustizia europea. La multinazionale californiana si affida a due documenti supplementari che, se sottoscritti dal responsabile legale dell’organizzazione che utilizza le Apps, dovrebbero garantire la compatibilità del trattamento dati con le norme europee.

Secondo me i colossi di Internet possono e devono fare di più. I dati degli utenti europei dovrebbero essere gestiti da server farm dislocate sul territorio UE, sotto la nostra giurisdizione. Se un’azienda fa affari con i nostri dati li deve trattare secondo le nostre leggi e, visto che c’è, deve anche pagare le tasse nel nostro Paese di residenza.

Questo il testo integrale della lettera che ho ricevuto alle 23.39 del 29 ottobre:

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Aggiornamento sulla decisione UE relativa all’accordo Safe Harbor e Google Apps

Gentili Amministratori di Google Apps,
Tenete presente che il seguente aggiornamento vi riguarda solo se vi occupate dell’elaborazione di dati personali e se le leggi europee per la protezione dei dati si applicano a tale elaborazione. Questo caso si verifica in genere se la sede dell’attività si trova nell’Unione Europea. Per verificare se questa situazione si applica alla vostra azienda, vi suggeriamo di rivolgervi a un consulente legale.
Il 6 ottobre 2015, la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato che la decisione della Commissione Europea riguardante il quadro normativo dell’accordo Safe Harbor tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, un meccanismo legale che consente il trasferimento dei dati personali dalle aziende dell’Unione Europea a quelle degli Stati Uniti, non è valido, sulla base del fatto che tale accordo non garantisce un adeguato livello di protezione dei dati personali provenienti dall’UE.
Nel corso del 2015, la Commissione Europea e gli Stati Uniti hanno intrapreso negoziati per la revisione dell’accordo Safe Harbor che avrebbero dovuto risolvere tali problemi, ma non sono riusciti a portarli a termine prima che la Corte emettesse la decisione. Sia la Commissione sia gli Stati Uniti si sono impegnati a finalizzare la revisione dell’accordo appena possibile.
Nel frattempo, vorremmo rassicurarvi sul fatto che offriamo un’alternativa per la conformità al quadro normativo dell’accordo Safe Harbor e i nostri dati indicano che la vostra organizzazione ha già adottato questa opzione. In particolare, offriamo, oltre alla conformità al quadro normativo dell’accordo Safe Harbor, una rettifica dell’elaborazione dei dati e clausole contrattuali tipo come metodo aggiuntivo per soddisfare i requisiti di adeguatezza e sicurezza sanciti dalla direttiva UE sulla protezione dei dati. Le clausole contrattuali tipo sono state create specificamente dalla Commissione Europea per permettere il trasferimento dei dati personali dall’Europa.
Ci impegniamo ad aiutare i nostri clienti a soddisfare le loro esigenze in merito alla conformità normativa in quest’area e vi ringraziamo per aver affidato i vostri dati a Google.
In caso di ulteriori domande, contattate il vostro rappresentante Google o l’assistenza di Google Apps.
Cordiali saluti,

Il team di Google Apps