Rimandati a settembre

Studenti sostengono un esame

I 90 milioni stanziati dal governo per promuovere l’innovazione digitale e la didattica laboratoriale nel primo anno scolastico di applicazione della legge 107 fanno tremare i polsi.
La cifra non è alta in assoluto, per un Paese come il nostro, ma segna comunque una forte inversione di tendenza rispetto ai tagli degli anni precedenti. Prendendo per un attimo le distanze dalle polemiche sui molti aspetti controversi della legge di riforma non è difficile trovare in rete aperture di credito, come quelle di Berlinguer, Maragliano e Ferri, accomunate dalla sensazione di trovarsi di fronte a una delle ultime occasioni, forse proprio l’ultima, per provare a recuperare un ritardo che sta diventando sempre più preoccupante.
Condivido la sensazione di essere giunti all’ultima spiaggia, non dobbiamo sprecare questa opportunità. Condivido anche il punto di vista di chi saluta con soddisfazione il forte risalto dato dalla nuova norma alla formazione dei docenti. In passato si sono spese risorse ingenti sul semplice acquisto di hardware, senza alcun riguardo per le effettive necessità delle scuole sparse su un territorio complesso e disomogeneo.
Il rapporto OCSE del 2013 sulla scuola digitale italiana, citato da Ferri con una parentesi di troppo nel link, indica due linee d’intervento semplici e chiare:
  • accelerare l’adozione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle scuole e nelle classi;
  • creare una rete di laboratori dell’innovazione capaci di inventare e testare nuove pratiche pedagogiche e organizzative per migliorare l’educazione in Italia, riallineando i progetti innovativi sul modello Scuol@ 2.0.
Sulle strategie da seguire per entrambi i punti potremmo fermarci a discutere mesi, senza cavare un ragno dal buco. Oppure potremmo riflettere sugli errori del passato, valutare con attenzione le buone pratiche nazionali e internazionali e poi mettere insieme un piano snello, flessibile e immediatamente operativo.
A settembre la scuola digitale italiana affronta gli esami di riparazione: c’è veramente tanto da fare e non sono ammessi altri errori.

Articolo aggiornato il 15 agosto 2015, con l’aggiunta del link all’azione Scuol@ 2.0 e la correzione di alcune imprecisioni nel codice html. Ho anche modificato il link al rapporto OCSE, che ora punta alla pagina della iLibrary.